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"LA FAMIGLIA 2.0 NON GENERI FORME DI BULLISMO"

venerdì 12 mag 2017

Relatori
 
Un bagno di folla al convegno organizzato dall'Atap sulla famiglia moderna. "In viaggio con mamme e papà: l'evoluzione sociale e giuridica della famiglia", questo il titolo del simposio che l'azienda di trasporto pubblico, presieduta da Mauro Vagaggini (che nell'occasione ha ricordato come sia compito della società tutelare tutti i suoi utenti, a prescindere da orientamenti e idee personali), ha voluto per trattare l'annoso problema del bullismo, in particolare di stampo omofobico, che spesso trova nei bus e nei luoghi del trasporto pubblico il suo habitat. 
 
Il parterre d'eccezione di relatori, composto dal giudice del tribunale di Pordenone, Gaetano Appierto, dalla scrittrice, nonchè volto televisivo, Vladimir Luxuria, e dalla psicologa Margherita Bottino, moderati dal direttore di Tpn, Gigi Di Meo, ha contribuito al successo di presenze nella sala conferenze dell'autoparco di via Prasecco. 
 
"Attenzione all'impatto devastante dei social - il monito di Luxuria -, il cui uso distorto può dare luogo a notevoli discriminazioni. Ben venga che ad allertare i ragazzi non siano soltanto la famiglia e le istituzioni preposte, ma anche un'azienda di trasporto pubblico come l'Atap, che penso faccia qualcosa di unico a livello nazionale". Luxuria ha poi raccontato una toccante esperienza personale in Mozambico, nel corso della quale ha sentito per la prima volta l'esigenza di maternità, davanti agli occhi piangenti di un bimbo locale. La scrittrice, autrice del "Il coraggio di essere una farfalla", ha parlato pure di fecondazione eterologa: "Ospitare un ovulo dovrebbe diventare come una donazione di sangue, ma non se ne faccia mai occasione di speculazione economica".
 
Particolarmente apprezzato l'intervento del giudice Appierto, che ha fatto un articolato excursus socio-giuridico della famiglia, sino ad arrivare agli ultimi orientamenti giurisprudenziali: "L'assunzione di responsabilità nei confronti dei figli e il loro interesse primario hanno una valenza ben maggiore rispetto alla diversità biologica dei genitori. La genitorialità non richiede una determinata morfologia sessuale".  
 
La psicologa Bottino ha, quindi, posto l'accento sulla crescita dei figli di coppie omogenitoriali, fornendo un esaustivo parallelismo con quelli delle coppie tradizionali: "Si devono sfatare i luoghi comuni secondo cui un figlio deve avere necessariamente un modello maschile e uno femminile all'interno del proprio nucleo famigliare. E non è assolutamente scontato che un figlio di una coppia omosessuale lo diventerà a sua volta".  
 
Non sono mancati momenti di contrarietà. Nello specifico due uditori hanno manifestato il proprio disappunto rispetto ai contenuti del dibattito. In un caso l'uomo ha interrotto per pochi minuti la relatrice Bottino prima di essere allontanato. Nell'altro il tutto si è risolto in un vivace battibecco. 
 
 
(Ufficio stampa Atap spa - 12 maggio 2017)
 
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